RUBRICA A CURA DEL DOTT. LUCA MAZZUCCHELLI, VICE PRESIDENTE DELL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI DELLA LOMBARDIA, DIRETTORE DELLA RIVISTA “PSICOLOGIA CONTEMPORANEA, FONDATORE DEL CANALE YOUTUBE “PARLIAMO DI PSICOLOGIA”.

Durante i primi anni di vita, lo sviluppo del bambino procede ad un ritmo velocissimo ed incessante. All’interno di questo contesto, gli stimoli che i genitori forniscono al proprio figlio influiscono in modo rilevante sulla qualità e sulla modalità della sua crescita. Dal momento che rappresentano l’ambiente privilegiato durante i primi anni, mamma e papà possono incoraggiare e stimolare lo sviluppo del proprio piccolo, e il modo migliore per farlo è ovviamente attraverso il gioco, una delle attività più importanti nello sviluppo dei bambini, nonché la modalità principe per scoprire il mondo che li circonda e crescere.

In questo articolo, il mio intento è suggerire ai genitori alcune attività in forma di gioco che possono proporre ai loro bambini al fine di sostenerli nello sviluppo. Ovviamente, è di fondamentale importanza adeguare le stimolazioni al livello evolutivo: le attività da proporre saranno dunque divise in tre fasce: 0-1 anno, 1-2 anni, 2-3 anni.

0-1 anno – L’esplorazione attraverso i sensi: Il primo anno di vita è caratterizzato dall’esplorazione del mondo, con cui il bambino interagisce attraverso i sensi: è dunque di fondamentale importanza fornirgli un’ampia gamma di stimolazioni sensoriali. Un’attività particolarmente adatta a questo scopo è il Cestino dei Tesori, ideato dalla psicopedagogista Elinor Goldschmied e ideale da proporre attorno ai 6 mesi, quando il bambino impara a stare seduto. Il gioco consiste nel porre all’interno di una cesta una serie di oggetti di uso comune: oggetti lisci, ruvidi, morbidi, in stoffa, in legno, in metallo e così via. Il bambino potrà dunque sceglierli, tenerli in mano, portarti alla bocca ed esplorarli.

È importante sapere che a quest’età l’esplorazione avviene principalmente attraverso la bocca, che costituisce il principale veicolo del rapporto con il mondo: dunque, genitori, consentite ai vostri figli questo tipo di esplorazione (invece che scoraggiarla), preoccupandovi ovviamente di fornire ai piccoli oggetti sicuri, lavabili, atossici e delle dimensioni adeguate (mai più piccoli di una noce!).

Per stimolare il senso dell’udito, oltre ai classici sonagli, è possibile creare i cosiddetti contenitori sonori, riempiendo scatoline o bottiglie di plastica di piccoli oggetti (diversi formati di pasta, riso, acqua, ecc), per sperimentare un ampio ventaglio di suoni (assicuratevi ovviamente che siano ben chiusi!). Un’altra attività che sostiene lo sviluppo del bambino nel primo anno di vita è il Gioco del Cucù (o Bubu-settete), in cui tipicamente il genitore nasconde il proprio volto con le mani o con un oggetto e poi si mostra esclamando “cucù!”. Tramite questa semplice e divertente attività, è possibile supportare l’acquisizione di un’importante capacità cognitiva, la cosiddetta permanenza dell’oggetto, secondo cui una persona (o un oggetto) continua ad esistere anche se non la vediamo.

1-2 anni – Dall’esplorazione al gioco di scoperta – Grazie all’acquisizione delle capacità motorie, l’affinamento delle abilità di manipolazione e il passaggio al linguaggio verbale, il bambino passa gradualmente da uno stato di totale dipendenza dai genitori ad uno stato di relativa indipendenza. In questa fase, l’esigenza principale del bambino è sempre quella di esplorare gli oggetti che lo circondano, ma nei termini di comprendere come essi funzionano e come si comportano quando sono messi in relazione tra loro e nello spazio.

In questa fase, il tipo di attività ludica che si sostiene maggiormente lo sviluppo è il cosiddetto gioco euristico. Tale modalità di gioco, sempre proposta dalla Goldschmied, costituisce la naturale evoluzione del Cestino dei tesori, a cui il bambino smette di essere interessato in quanto ha acquisito una certa abilità di movimento. Il gioco euristico si svolge su un tappeto dove vengono disposti diversi oggetti di uso comune che abbiano differenti consistenze, forme, colori, materiali, lasciando che il bambino li utilizzi come preferisce. Tale modalità si differenzia da giochi più strutturati (come puzzle o incastri) che prevedono risposte corrette o errate a priori, e che non sono ancora indicati a questa età.

Gli oggetti devono poter essere usati in qualunque maniera, e l’adulto, benché sempre presente, deve interferire il meno possibile (ad esempio non interviene per aiutare il bambino quando cerca di porre un oggetto più grande in uno più piccolo), in modo da permette al bambino di effettuare le sue scoperte in autonomia. Tale tipo di gioco favorisce l’esplorazione, stimola i sensi e la concentrazione, allena le abilità motorie e contribuisce allo sviluppo cognitivo.

2-3 anni – Arriva il gioco simbolico – Attorno al 2° anno di età, si sviluppa il cosiddetto gioco simbolico o di finzione, che approfondisce e contestualizza l’attività svolta precedentemente nel gioco euristico. I bambini non si limitano più a scoprire la relazione tra oggetti, ma sono ora in grado di riprodurre e mettere in scena, tramite processi di simbolizzazione e imitazione, ciò che hanno osservato nel loro ambiente. È cosi che possono usare un bastoncino come fosse un cucchiaio e una ciabatta a mo’ di cornetta del telefono; e, allo stesso modo, giocano a far finta di fare la spesa, di cucinare e riproducono tante altre attività del quotidiano.

Il gioco simbolico stimola importarti progressi in ambito cognitivo, motorio ed emotivo: consente di sviluppare le capacità di osservazione e imitazione, favorire l’espressione corporea legata alla gestualità e alla mimica, di sviluppare la fantasia e offre la possibilità di esprimere emozioni e vissuti.

Diverse sono le attività da proporre al fine di sostenere lo sviluppo del bambino tramite il gioco simbolico: il gioco con le bambole e i pupazzi (che vengono nutriti, lavati, coccolati, portati a passeggio, riproducendo le azioni di accudimento ricevute o viste nei confronti di un fratellino o di una sorellina), il gioco della casetta (un’abitazione a misura di bambino con accessori che rappresentano le attività domestiche), il gioco degli attrezzi (per riprodurre i mestieri, come falegname, meccanico, dottore) e infine, il gioco dei travestimenti (per indossare abiti e accessori diversi e ricreare persone conosciute o personaggi).

Trasversale a queste tre fasi di vita, segnalerei due elementi a mio avviso fondamentali. Il primo è rappresentato dai libri, che ritengo non dovrebbero mancare in nessuna fascia d’età: nel periodo 0-3 anni, ideali sono quelli in tessuto, quelli che permettono esperienze multisensoriali oppure libri brevi con una o due frasi per pagina da leggere insieme, con colori e immagini semplici e adeguati all’età. Il secondo è ovviamente rappresentato dalla presenza costante dei genitori: mantenere contatto fisico, contenerlo, manipolarlo, sintonizzarsi con lui e accompagnarlo nel gioco sono tutte attività fondamentali per lo sviluppo emotivo del piccolo.