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    Categorie: Bambino

Nanna sicura: le regole per il sonno del tuo bambino

Dormire bene significa per i più piccoli crescere bene. La nanna del nostro bambino è spesso fonte di ansia e frustrazione, per alcuni genitori un vero e proprio sogno da realizzare mentre canticchiano “ninna nanna ninna oh” senza speranza.

Abbiamo parlato di “nanna sicura” e delle regole per dormire bene con la prof.ssa Maria Pia Villa, primario di Pediatria dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria presso la Facoltà di Medicina e Psicologia e del Centro di riferimento dei disturbi del sonno dell’Università La Sapienza di Roma (www.ilsonnodeibambini.it,  il sito del Centro dove porre domande, trovare approfondimenti e scaricare il manuale “Nanna sicura”).

1) Il sonno nei primi sei mesi di vita è spesso di difficile gestione per i neogenitori: alcuni dormono per diverse ore di seguito altri no, perché? Esistono già categorie di allodolee gufi?

Il sonno dei bambini nei primi anni di vita differisce molto da quello degli adulti. I primi sei mesi di vita sono caratterizzati da numerosi cambiamenti dovuti allo sviluppo cerebrale. Lorologio biologico è lelemento principale che regola i ritmi di sonno e di veglia, e comincia a maturare nel primo mese per poi regolarizzarsi verso i sei mesi di vita.

Ciò significa che la presenza di risvegli notturni e di difficoltà alladdormentamento non può ancora essere considerata uninsonnia nei primi 6 mesi di vita. Per questi motivi è difficile pensare al sonno in questa epoca di vita simile a quello che potrà essere in età adulta.

Sicuramente esiste una componente genetica che determina un cronotipo rispetto ad un altro, ma i fattori ambientali e le possibili cause che comportano un problema del sonno in questo periodo di vita (apporto alimentare insufficiente, reflusso gastroesofageo, allergia alimentare, altre cause organiche o comportamentali o relazionali) hanno un ruolo importante. Per questo può essere utile la visita di un medico specialista per rendere più semplice la gestione del bambino da parte dei genitori.

I bambini, come gli adulti, possono rientrare in queste due categorie: le “allodole”, che tendono ad addormentarsi presto la sera e svegliarsi presto il mattino, e i “gufi”, che invece tendono a rimanere svegli più a lungo la sera ma poi al mattino dormirebbero di più. Queste due classi devono essere prese in considerazione soprattutto nei casi di insonnia negli adolescenti.

2) Perché i neonati piangono soprattutto la sera?

Il neonato piange in seguito a determinati stimoli: è un modo per richiamare lattenzione da parte dei genitori.
Ci vuole del tempo per imparare a riconoscere i bisogni del proprio figlio e sapere come comportarsi. È importante laiuto del pediatra in questa fase per poter riconoscere eventuali comportamenti errati o patologie sottostanti.
Vediamo di riassumere le possibili cause:

  1. Eccessivo introito di latte e digestione difficoltosa o apporto nutritivo insufficiente
  2. Coliche gassose tipiche delle ore serali e riconosciute ormai come una fase normale di sviluppo in alcuni bambini.
  3. Fastidi per il pannolino bagnato, una posizione scomoda o le coperte troppo strette
  4. Caldo o freddo eccessivi
  5. Troppo rumore, luce o attività intorno al bambino
  6. Malessere, patologie infettive
  7. Bisogno della presenza materna

3) Perché il sonno è importante per i bambini?

Perché è importante per tutti gli esseri viventi!

Nel sonno l’organismo recupera energia, è uno stato di riposo fisico e psichico, indispensabile per il ristoro dell’organismo.

Nel bambino a maggior ragione è fondamentale per permettere i processi maturativi strutturali ed elaborativi della memoria. (vogliamo dire qualcosa sullormone della crescita che aumenta durante il sonno?)

4) Esistono modalità e luoghi che favoriscono il sonno?

È indispensabile mantenere una corretta igiene del sonno: poche semplici regole che ci aiutano a creare una sana routine di addormentamento per il nostro bambino.

È importante avere orari regolari, evitare di eccitare il bambino alladdormentamento (non utilizzare televisione, computer, strumenti sonori e luminosi..), attuare delle routine del sonno prestabilite: come raccontare una favola, consolare il bambino con delle carezze, utilizzare il ciuccio oppure un pupazzetto come oggetto transizionale e creare una situazione di tranquillità e di calma.

Il luogo più idoneo è la sua culla e poi il suo lettino, evitando di mettere il bambino nel lettone con i genitori.

5) Come gestire i risvegli o la paura di addormentarsi?

Il bambino apprende le abilità naturali di autoconsolazione tra il terzo e il sesto mese. Se questo non è avvenuto, spesso ci sono problemi, più che di natura medica, comportamentali: mancanza di un ritmo sonno-veglia regolare, scarsa igiene del sonno, associazioni negative con il sonno ecc

I bambini più piccoli possono avere un “rifiuto di andare a dormire e non riaddormentarsi autonomamente (senza lintervento dei genitori) durante i risvegli notturni.

Se il nostro bambino fatica ad addormentarsi cerchiamo di mettere in atto dei rituali per cui, da una certa ora in poi, in casa vengono ridotte tutte le stimolazioni sensoriali (luci meno intense, rumori meno forti) e si cerca di seguire delle abitudini sempre uguali (bagnetto, cena, storia…). Non bisogna dimenticare che il bambino dovrà sempre addormentarsi nel suo lettino e non in braccio! Ci vogliono pazienza e gentilezza: cerchiamo di tranquillizzare il nostro bambino, accarezzandolo e parlandogli in maniera affettuosa prima del commiato per la nanna.

6) Le regole per un sonno sicuro: quali sono?

Durante il sonno il controllo del respiro è meno efficiente ed i muscoli respiratori sono ipotonici mentre il tono delle alte vie respiratorie è ridotto. Queste condizioni fisiologiche rendono il sonno un momento di sfida per tutto il sistema respiratorio: alcune posizioni del bambino, in sonno, possono essere fattori di rischio per lostruzione delle vie aeree, così come alcune condizioni ambientali. Il rigurgito, atteggiamento fisiologico del lattante, può diventare un reale fattore di rischio se avviene in sonno. I comportamenti per fornire una Nanna Sicuraal proprio bambino, unitamente alle campagne di informazione, hanno ridotto gli incidenti nel sonno del 60%.

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