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Le prime favole da raccontare al bambino

C’erano una volta una neomamma e un neopapà alle prese con una serie infinita di prime volte. Tra queste c’erano anche le fiabe e le favole da raccontare al loro bimbo fin dalla nascita e vi spiego perché.

Nati per leggere

Avete mai sentito parlare dell’iniziativa Nati per leggere? Si tratta di un programma di promozione della lettura che parte fin dalla nascita del piccolo.

I genitori, gli educatori, i nonni, gli zii ecc. che leggono un libro a bassa voce, mostrandone le immagini anche ai piccolissimi, contribuiscono con un semplice gesto d’amore alla nascita di un lettore appassionato.

Incredibile vero?

E invece funziona. Nati per leggere è attivo in tutta Italia e realizza numerosi progetti a livello locale, vale davvero la pena di informarsi presso il proprio Comune di residenza, dal pediatra o al nido.

I miei figli ad esempio hanno frequentato entrambi il nido dove le educatrici applicavano il programma sia con i bimbi che in momenti di lettura collettiva anche con i genitori dei piccoli. Sono davvero momenti unici!

Fantasia al potere

Dunque le prime favole dovrebbero arrivare subito, fin dal primo giorno. E avere libri per i bambini in casa dovrebbe entrare nella lista delle cose da procurarsi ancora prima della nascita.

Ma tante volte i libri non bastano. Al buio, o nella penombra, prima della nanna, le favole devono essere descritte e magari coinvolgere il piccolo nell’avventura.

Io non sono molto creativa, ma mio marito alla sera inventa mille storie che hanno per protagonisti i miei bambini e gli altri personaggi sono oggetti comuni che dventano animati. E’ così che ho scoperto che i semafori sono draghi e se sono rossi vuol dire che sputano fuoco quindi bisogna stare fermi.

In effetti è così. Al di là dei libri, degli audiolibri o dei cartoni animati, siamo noi i cantastorie dei nostri bambini.

Raccontiamo insieme

Quando il bimbo cresce un po’ e inizia a parlare, le favole possono diventare un momento per costruire insieme una storia. Date loro il via, fate degli esempi e vedrete che avrete presto dei piccoli colleghi cantastorie, anche perché la loro fantasia è viva e fresca e capace di ideare delle avventure che un adulto fatica un po’ di più ad immaginare.

E poi raccontate loro che un tempo, quando non c’erano libri, televisore, telefono, tablet e cellulare, le serate si trascorrevano così: raccontandosi storie a vicenda, magari a cena o prima della nanna.

 

Michela Calculli

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