Il libro “Fate la nanna” è un evergreen tra le neo mamme e suscita sempre accesi dibattiti tra chi è pro e chi è contro.

Prima di decidere se siamo a favore o contro bisogna capire cos’è e come funziona.

Il metodo “Fate la nanna” cos’è?

Il libro (che ho letto e applicato con il mio primo figlio e gettato nel dimenticatoio con il secondo) dice, riassumendo, che dormire è un’abitudine che va insegnata ai bambini, quindi, come non permettereste mai a vostro figlio di mangiare in bagno mentre fa i suoi bisogni, così non dovreste permettergli di dormire in un luogo diverso dal suo letto.

Per insegnargli l’abitudine di dormire, viene consigliato di ripetere ogni sera un identico rituale che precede la nanna (ad esempio bagnetto, allattamento, cambio pannolino).

Fin qui tutto bene, direi.

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Ma, gli autori di “Fate la nanna”, sostengono anche che dai 7 mesi in avanti i bambini dovrebbero dormire tutta la notte nel loro letto, che il mal di denti non è considerato un buon motivo per non dormire e altre cose simili (che ho fortunatamente dimenticato dato che il mio primo figlio ha cominciato a dormire più di 3 ore di fila a 6 anni…).

Il metodo “fate la nanna” come funziona?

Il bambino va coricato nel suo letto e ogni tot minuti di pianto (che tra poco vi riassumerò in una tabella, risparmiandovi la lettura del libro) entrate, lo rimettete al suo posto, lo consolate, gli dite che va tutto bene senza prenderlo in braccio o toccarlo e uscite, lasciandolo in lacrime.
Ammesso che riusciate a non piangere anche voi, ovviamente.
E aspettate fuori dalla porta.

La tabella dei minuti prevista è:

  • 1° sera aspetti 1 minuto, poi 3, poi 5
  • 2° sera aspetti 3 minuti, poi 5, poi 7
  • 3° sera aspetti 5 minuti, poi 7, poi 9
  • 4° sera aspetti 7 minuti, poi 9, poi 11
  • 5° sera aspetti 9 minuti, poi 11, poi 13
  • 6° sera aspetti 11 minuti, poi 13, poi 15
  • 7° sera aspetti 13 minuti, poi 15, poi 17

Il pianto del bambino può raggiungere le 2 ore consecutive.

Se vi state domandando se funziona la risposta è sì.  Se è indolore per voi e vostro figlio la risposta è no, almeno per me.

Quindi il metodo “fate la nanna” sì o no?

Con il tempo ho imparato che esiste una sola regola valida per tutte le mamme ed è: non esiste un manuale o un libro che possa ritenersi valido per ogni bambino e questo semplicemente perché i bambini sono diversi tra loro.

Ricordatevelo sempre, indipendentemente dalla scelta che farete.

Ci sono bambini che non dormono e che potrebbero portare all’esaurimento la mamma. In questo caso il metodo “Fate la nanna”, seppure molto impegnativo, funziona se saprete resistere al pianto disperato di vostro figlio.

In tutti gli altri casi, forse è meglio pensare a soluzioni alternative. I bambini hanno bisogno di essere coccolati e rassicurati. Forse potreste pensare al co-sleeping (cioè il bambino dorme nel letto con voi o comunque in una culla vicino alla mamma).

Io vi dico solo che se potessi tornare indietro non lo userei mai con mio figlio, temo che sarà uno di quei rimorsi che mi porterò dietro per tutta la vita…

Valentina Gattei