Prima di avere figli è facile illudersi che sia possibile essere “mamme perfette”.

Mamme che non perdono mai la pazienza e non alzano mai la voce, sempre pronte e disponibili, attente a ogni minima esigenza del nostro frugoletto. Prima di avere dei bambini è possibile convincersi che ci sia un solo modo di essere mamma e di insegnare le regole fondamentali dell’educazione.

Per questo ci informiamo, leggiamo manuali su come crescere un bambino felice, parliamo con le amiche per capire cosa sia più giusto fare, decidiamo in modo apparentemente irremovibile quando e dove deve dormire, come deve avvenire la delicata fase dello svezzamento, se mandarlo o no all’asilo nido.

Sono tutte decisioni molto difficili e la responsabilità è grande.

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Quando poi il nostro amore più grande nasce, ci troviamo di fronte a un essere umano, in miniatura certo, ma sempre con delle sue caratteristiche e necessità, con desideri e voglie che si impongono al di là alle regole che ci siamo date, oltre al nostro “sarebbe giusto fare” e “sarebbe giusto dire”.
Persone minuscole che sfidano, con ammirevole coraggio, le nostre regole e le nostre convinzioni.

Ed è in questo preciso momento che una mamma si trova di fronte a una scelta cruciale: sono più importanti le regole o la relazione con nostro figlio?

Pensateci bene.

È più importante che finisca tutto quel che c’è nel piatto o che impari ad autoregolarsi, senza esagerare?

Deve per forza dormire nel suo letto perché così è giusto o può andare bene anche che si intrufoli nel lettone per coccolarvi?

Deve sempre accettare quel che gli imponete o preferite riconoscergli il diritto di dissentire e di esprimere quello che sente?

Crescendo ho imparato che tutte quelle regole che credevo fondamentali per essere una “mamma perfetta” mi rendevano triste, mi facevano sentire incapace e arrabbiata. E cosa ancora peggiore, rendevano tristi i miei figli e li facevano sentire inadeguati.

Non mi interessa se si alzano da tavola prima che abbiano finito di mangiare, o se di notte sgattaiolano nel mio letto, se mi rispondono “no” con decisione, se scelgono una maglia piuttosto che un’altra, se urlano un po’ più del dovuto mentre giocano, se hanno il coraggio di piangere quando li riprendo, se sanno arrabbiarsi se sono stata ingiusta, se discutiamo di ogni piccola cosa.

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Mi importa che siano felici nel tempo che trascorrono con me, siano educati, non alzino le mani se non per difendersi, che sappiano distinguere tra ciò che è giusto per loro e ciò che non lo è.

Mi importa che sappiano che di me si possono fidare sempre, che li amerò qualunque cosa accada, che sarò vicina a loro ogni volta che lo vorranno e che riuscirò ad esserci.

Perché come dice il saggista inglese Robert Burton “Nessuna regola è così generale da non ammettere alcune eccezioni”. E l’amore è la più bella delle eccezioni…

Valentina Gattei