Il viaggio visivo del neonato: stimoli e sviluppo della vista

Cosa sappiamo dello sviluppo visivo del neonato?

A giudicare da quello che si trova sugli scaffali dei negozi tra i giocattoli e gli accessori destinati ai neonati potremmo affermare che i bambini vedono sicuramente i colori. Nei negozi, infatti, è presente un tripudio di rosso, colori accesi etc. Ma è davvero così? È così che funziona lo sviluppo visivo del neonato

Non proprio. Ci spieghiamo meglio.

La realtà dei primi giorni: bianco e nero e minima distanza

Alla nascita i piccoli sono in grado di vedere a una distanza minima (all’incirca 30-40cm) e praticamente in bianco e nero.

Il resto del campo visivo è molto sfumato.  Sappiamo con certezza che già a pochi minuti di vita il neonato è già in grado di orientarsi verso i volti umani che sono uno strumento importantissimo per il loro adattamento alla vita fuori dal pancione materno ed in particolare verso gli occhi che sono l’elemento con maggior contrasto (bianco/nero). Via via la visione si farà sempre più chiara e nitida e i neonati inizieranno a vedere i primi colori in modo chiaro, primo tra tutti il rosso. 

Vi abbiamo parlato dello sviluppo visivo del neonato, e non solo, in questi due articoli: 

Lo sviluppo motorio dai 3 ai 6 mesi

Lo sviluppo motorio dagli 0 ai 3 mesi

Ma quali informazioni riescono ad apprendere osservando i volti e la regione degli occhi da così piccoli? Moltissime!

Primi passi verso i colori: il ruolo chiave dei volti umani

Innanzitutto, gli occhi hanno una direzione. Il contatto visivo è lo strumento principale attraverso il quale il piccolo, che ancora non sa parlare, instaura una comunicazione. Il volto della mamma e del papà trasmette gioia, paura, attenzione verso un rumore improvviso verso il quale istintivamente e immediatamente lo sguardo si rivolge. Questa capacità di usare lo sguardo degli altri come segnale di informazioni si sviluppa durante tutto il primo anno di vita. Il neonato impara a usare via via lo sguardo altrui anche come suggerimento circa il fatto che qualcosa “là” sta succedendo: per esempio il neonato si volta più velocemente verso un oggetto che arriva lateralmente se prima è indicato dallo sguardo.

Lo sguardo e più in generale il sistema che compone lo sviluppo visivo del neonato serve però anche per dialogare. Sia in senso lato che letterale.

Imparare attraverso lo sguardo: comunicazione e interazione

Attraverso lo sguardo il bambino apprende continuamente come interagire con chi si prende cura di lui in un susseguirsi di smorfie che significano emozioni di stupore, disappunto, amore, coinvolgimento. Esiste online un esperimento molto famoso del dottor Tronick intitolato “still face” che mostra come l’improvviso cambiamento materno, prima coinvolgente e dopo distratto e impassibile, faccia nascere nel bambino un senso di forte frustrazione e incapacità comunicativa. Lo trovate qui.

Ecco che allora si capisce come lo sviluppo visivo neonato non sia solo vedere, mettere a fuoco ma anche interagire, coinvolgere e farsi coinvolgere. 

La vista come chiave per il linguaggio: osservare la bocca e le prime Lallazioni

Attraverso la vista il bambino impara a capire anche cosa l’altro sta dicendo. Intorno ai sei mesi i bambini iniziano a prestare moltissima attenzione alla regione della bocca, di pari passo con le prime lallazioni. Moltissime ricerche dimostrano infatti che bambini intorno agli 8-10 mesi di vita mostrano attenzione particolare alla regione della bocca quando osservano volti che parlano.

Ecco che possiamo allora sicuramente affermare che, per acquisire competenze linguistiche, i bambini si affidano alla vista. Un po’ come quando noi adulti, in situazioni di particolare rumorosità dell’ambiente circostante, cerchiamo di comprendere meglio le parole osservando la bocca del nostro interlocutore (questo “aiuto” che la vista offre alla comprensione di ciò che stiamo ascoltando è chiamato ridondanza audiovisiva). 

Sviluppo visivo del neonato e tecnologia

Si capisce bene, da quanto vi abbiamo raccontato sulla vista e sulla maturazione del contatto visivo, che chi si prende cura dei più piccini riveste un ruolo cruciale per uno sviluppo armonico della vista del piccolo.  Le linee guida dell’American Academy of Pediatrics (AAP) ci suggeriscono di evitare l’esposizione agli schermi digitali per i bambini di età inferiore a 18 mesi.  

Sappiamo che alcuni contesti sociali dei quali siamo inevitabilmente parte (come cene al ristorante e viaggi) richiedono che i piccoli stiano composti e ci lascino parlare con altri adulti, ma l’attenzione su questo aspetto non è mai troppa. È bene riflettere a lungo e interrogarsi sia sull’uso che vogliamo fare della tecnologia con i nostri bambini, soprattutto quando sono così piccoli, ma anche sull’uso che noi stessi ne facciamo. Perché è sicuramente vero che tutti, senza eccezioni, ne facciamo un uso smodato anche in contesti nei quali, diciamolo, l’uso non è appropriato: un’occhiata alle notifiche mentre ceniamo, un messaggino, i social.  

Per i momenti più o meno lunghi in cui i bambini devono stare più tranquilli, vi consigliamo di avere sempre con voi una Busy bag: una busta semplicissima con una zip, di dimensioni contenute, in modo che possiate davvero tenerla sempre in borsa, nella quale inserire piccole attività proporzionate all’età (per esempio per i più piccoli le carte ad alto contrasto).

In rete si trovano tantissimi esempi divisi per fasce d’età!

Un’attività con i vostri piccoli: carte ad alto contrasto

Vi proponiamo un’attività semplice, di facile realizzazione ma che saprà intrattenere il vostro piccolo a lungo.

Creiamo insieme le carte ad alto contrasto per stimolare lo sviluppo visivo del neonato!

Si tratta di tessere da stampare e proporre ai vostri bimbi, soprattutto ai piccolissimi, per aiutarli nello sviluppo dell’attenzione e sul focus su oggetti che possono vedere bene. Potete scegliere immagini di animali e forme bianche su sfondo nero, o viceversa, personalizzando l’attività in base alle preferenze del vostro piccolo!

Come potete proporle ai vostri piccoli?

Con il Tummy Time! Sì, lo sappiamo che continuiamo a ripeterlo, ma il tempo passato sulla pancia per i vostri piccoli è davvero importante.

Quindi: tappetone, le vostre immagini posizionate davanti al vostro bimbo e si parte! Vedrete che l’attenzione sui contrasti delle carte sarà massima e ciò aiuterà i bimbi a anche a mantenere la posizione per qualche minuto in più.

SCARICA CARTE AD ALTO CONTRASTO

A cosa serve questa attività rispetto allo sviluppo visivo del neonato?

Le tessere ad alto contrasto permettono al vostro piccolo di prendere confidenza con la posizione sulla pancia e al tempo stesso di migliorare la messa a fuoco delle immagini con forti contrasti, contribuendo così allo sviluppo visivo del neonato. Se il vostro piccolo è già più grandicello, ovvero ha più di sei mesi, potete mostrargli e nominare gli oggetti raffigurati scandendo bene la parola, magari inventando una piccola storia, in modo da rafforzare quella capacità dei piccoli di apprendere i suoni e quindi le parole dall’osservazione del vostro viso che parla, associando però delle immagini chiare e nitide.

Un’idea semplice per genitori impegnati

Sappiamo bene che il tempo è tiranno e che spesso manca anche l’immaginazione su come trovare il tempo per proporre un’attività ai più piccoli.

Come suggerito già nel primo articolo di questa serie, non è necessario fare chissà cosa di speciale o dedicare sessioni interminabili a una delle attività che vi proponiamo. Le carte ad alto contrasto, per esempio, sono perfette anche se appese all’ovetto in auto per distrarre il vostro bambino durante i viaggi.

Una cosa importante: non abbiate paura del giudizio se non riuscite a intrattenervi con il vostro piccolo ore ed ore in attività stimolanti (ma poi, chi ci riesce?).  Sappiamo bene che state facendo del vostro meglio in questo nuovo ruolo da genitori!

Provate l’attività e, se vi va, taggate il profilo Suavinex Italia nelle vostre Instagram Stories  🌸

Leggi gli altri articoli delle serie 5 Sensi by Giulia Lora

Fonti:

Face perception and processing in early infancy: inborn predispositions and developmental changes – PMC (nih.gov)