Ricordi ed emozioni: l’importanza dello sviluppo dell’olfatto nel tuo bambino

I mammiferi hanno tre esigenze fondamentali: calore, protezione e cibo correlati all’olfatto, al tatto e alla vista. L’olfatto in particolare riveste da subito un ruolo importantissimo: l’istinto dei mammiferi li porta a cercare un risposta alle proprie esigenze primarie fin dai primi attimi di vita, fin dentro la pancia della mamma. Il corpo della madre è l’habitat naturale del cucciolo mammifero durante il processo di gravidanza e come tale il piccolo lo riconosce anche una volta al di fuori di esso.

Così accade tra gli animali e così è anche per gli esseri umani: i bambini reagiscono all’odore della mamma, al suo tono di voce, sentendosi al sicuro quando sono con lei.

L’odore della mamma

I primi mesi di vita il tuo bambino piange e si agita fino a quando non lo prendi in braccio E poi si calma, proprio nel momento stesso in cui lo abbracci.  È il suo istinto di sopravvivenza a parlare: il contatto con la tua pelle gli permette di sentire da vicino quell’odore che gli ricorda il grembo materno, dove si sentiva al sicuro e protetto. Molte mamme si rivolgono al babywearing, al portare in fascia, per poter fare le cose mentre portano con sé il loro piccolo, ma in realtà senza accorgsene spesso stanno instaurando un contatto pelle a pelle che è fondamentale per lo sviluppo del loro bambino.

Come abbiamo detto, durante i nove mesi di gravidanza tu, mamma, sei stata il mondo intero per il tuo bambino: conosce la tua voce, il ritmo del tuo respiro, il suono del tuo cuore, ma soprattutto ha imparato a conoscere il tuo odore.

Sai, ad esempio, che l’odore del colostro è molto simile a quello del liquido amniotico? Ecco perché il tuo bambino fin da subito cerca il tuo seno: non vede ancora bene ma sa percepire quell’odore che per lui ha significato nutrimento e protezione nei nove mesi di gravidanza.

L’importanza dei ricordi

Il senso dell’olfatto nel bambino si sviluppa fino all’età di 8 anni: è un percorso di crescita importante perché sono proprio i profumi e gli odori a fissare i primi ricordi nella mente del piccolo. Molti genitori notano infatti come il loro bambino a distanza di anni ricorda una persona o un’esperienza attraverso il senso dell’olfatto.

Anche nel processo dello svezzamento gli odori hanno una grande importanza: un approccio delicato ai nuovi cibi comporta anche abituare il bambino ai nuovi profumi, per accettare con più serenità il passaggio dal latte materno agli alimenti.

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Come stimolare l’olfatto del bebè?

Inizia con piccoli passi, creando un insieme di odori familiari che saranno una grande fonte di conforto per il tuo piccolo, specie quando non sei presente. All’inizio, quando lasci il tuo bambino per la prima volta, è una buona idea, ad esempio, lasciare una felpa o una maglietta di cotone che hai indossato a letto per dormire a chi si prenderà cura del tuo bambino in tua assenza: in questo modo il piccolo potrà rilassarsi grazie al tuo odore.

Allo stesso modo puoi creare un ambiente “di profumi” che possa risultare confortevole e familiare al tuo piccolo: se la stanza dove si trova la sua culla avrà un odore riconoscibile e rilassante, il bimbo si sentirà protetto in quell’ambiente e troverà più velocemente il sonno.

Il tuo bambino ha iniziato a riconoscere i primi odori? A quali si è già affezionato?